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La Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, come da tempi antichi è denominata la Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria degli Angeli dei Cocchieri di Roma, ha deciso di implementare le sue attività all’inizio del 2007, dopo che il Vicariato di Roma ha approvato la nomina dei suoi Organi statutari: l’Assemblea, il Presidente, il Consiglio Direttivo, il Cappellano. La Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis è oggi un’associazione pubblica di fedeli della Diocesi di Roma con fine di culto e religione, dotata di personalità giuridica propria, essendo stata riconosciuta come ente ecclesiastico con Regio Decreto del 25 aprile 1938.
L’Arciconfraternita ha la sua sede storica nella Chiesa di San Tommaso ai Cenci, mentre l’amministrazione, la sede operativa e il recapito postale sono: c/o il Rev.do Prof. Ennio Innocenti, via Capitan Bavastro 136, 00154 Roma.

L’ Arciconfraternita si formò poco prima dell’anno 1550, quando un gruppo di cocchieri al servizio di nobili e di alti ecclesiastici si riunì allo scopo di venerare un affresco di Maria Vergine che si trovava in una via del rione Campo Marzio; l’affresco venne staccato dal muro in cui si trovava e posto in una cappella della vicina chiesa di Santa Lucia della Tinta; l’erezione ufficiale avvenne ad opera di S. Pio V nel 1565. Con l’aumento della sua importanza (ebbe sempre come patroni Cardinali di spicco, che ne favorirono la vita e l’attribuzione di numerosi privilegi), l’ Arciconfraternita spostò la sua sede in altre chiese romane, fino a quella ultima di San Tommaso ai Cenci; divenne, inoltre, anche Università di mestiere e tutti coloro, che nel circondario di Roma esercitavano il trasporto merci a traino animale, dovevano impararne l’arte presso di essa, che rilasciava la relativa patente. L’Arciconfraternita si distinse anche per aver contribuito all’istituzione (nel 1807) e al mantenimento di una cattedra di Veterinaria presso l’Università di Roma La Sapienza; solo con l’unità d’Italia questa cattedra fu soppressa, tanto che da allora a Roma non esiste più l’insegnamento di Veterinaria e gli interessati a questa disciplina si devono trasferire in altre città.

Nel 1983, ormai scomparsi i vetturini, ultimi soci tradizionali, il Vicariato affidò l’Arciconfraternita a Don Ennio Innocenti, in veste di Commissario, perché la riavviasse a nuova vita. Accanto a Don Ennio Innocenti si raccolsero molti suoi amici che operavano in diversi settori (professori universitari, alti funzionari dello Stato, professionisti): si decise di utilizzare l’ Arciconfraternita , oltre che per le normali attività di catechesi, culto e carità, anche come editrice per la pubblicazione di libri che man mano venivano redatti sotto la guida dello stesso Ennio Innocenti. Attualmente i soci dell’ Arciconfraternita , tra effettivi e onorari, sono un centinaio, sparsi in varie città italiane ed in alcuni Paesi esteri (Argentina, Cile, Germania, Spagna, Svizzera).

L’ Arciconfraternita conta anche su centinaia di sostenitori che nel corso degli anni hanno richiesto i suoi libri e ne hanno favorito la diffusione,  hanno partecipato ai  numerosi convegni organizzati in diverse località italiane e estere, hanno proposto e sollecitato nuovi temi di studio e di dibattito. La produzione libraria dell’Arciconfraternita ha come scopo primario la difesa della fede cattolica dagli attacchi che le vengono continuamente portati.

L’attuale Consiglio Direttivo dell’Arciconfraternita è così composto:

Pietro Giubilo, Presidente

Ottorino Umberto Osnato, Vice Presidente

Alberto Fedeli, Tesoriere

Filippo Romeo, Segretario

Alessandro Barilà, Consigliere

L’abito della Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis consiste in un mantello bianco con colletto turchino e alamari dello stesso colore; lo stemma dell’Arciconfraternita, cucito a sinistra sul petto, si compone di una stella gialla a otto punte su uno sfondo azzurro, sulla quale è sovrimpresso un auriga con biga in color argento.

La stella a otto punte, la stella cristiana, rappresenta l’ottavo giorno, quello della Resurrezione di Cristo; lo sfondo azzurro rappresenta il cielo; l’auriga ricorda in modo simbolico i cocchieri, che agli inizi del 1500 dettero vita all’Arciconfraternita, ma anche lo scopo che si sono dati i suoi nuovi membri, quello di guida delle coscienze nel tempo attuale, in cui si moltiplicano le eresie e gli attacchi alla Chiesa e al Papa.

Lo stemma si ritrova sullo stendardo della Fraternitas, che viene esposto nelle occasioni più solenni

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