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Noi sacerdoti ci ritroviamo tra le mani, almeno una volta all’anno, nel Breviario, un prezioso documento del secondo secolo, intitolato Lettera a Diogneto. Esso suscita ammirazione per almeno due motivi.

Il primo motivo d’ammirazione scaturisce dalla perfetta catechesi del secondo secolo che il documento dimostra. Infatti sappiamo bene che i cristiani dei primi secoli, in osmosi con il loro ambiente pagano originario, erano spesso corrotti, come lo siamo noi immersi nel nostro ambiente neopagano, detto laicista,

Il documento dimostra che nel secondo secolo c’era una catechesi tanto perfetta da gareggiare con quella degli scritti apostolici e neotestamentari. E difatti questo documento (e anche qualche altro coevo) sembra ispirato proprio come lo è la Sacra Scrittura.

Il secondo motivo di ammirazione è la sorprendente via che la Provvidenza ha scelto per farlo giungere a noi. Infatti questo documento è rimasto sconosciuto per tredici secoli, mai citato da alcuno in tutti quei secoli, ma nel 1436 un giovane studente italiano lo trovò casualmente in una pescheria tra le carte da imballo. Da allora, attraverso varie peripezie, giunse alla stampa un secolo dopo e, tramite la stampa, è diventato patrimonio sicuro, nonostante la casuale distruzione dell’originale del 1436.

Naturalmente nel Breviario i sacerdoti leggono anche altri documenti successivi al secondo secolo, che dimostrano una perfetta catechesi: per citare un solo esempio, la preghiera alla Vergine che Dante mette in bocca a San Bernardo.

Resto pensoso sulle sorprese della Provvidenza, come la sorpresa della Sindone, o come il recente ritrovamento della tomba di Caifa; chissà che la Provvidenza non ci restituisca anche qualche altro scritto perduto dell’età apostolica!

L’elenco degli scritti sacri fu per tanto tempo incerto; fu poi definito nel Concilio di Trento, ma non è esaustivo e potremmo avere delle sorprese, come accadde per la famosa grotta di Quran e per altri documenti non meno importanti. Non ne abbiamo un bisogno essenziale, ma le sorprese della Provvidenza sono spesso dei doni preziosissimi.

Don Ennio Innocenti

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