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Gli Stati Uniti d’America, federatisi sotto l’egida protestante, ritennero d’avere un destino imperiale, stesero la loro tutela sull’intero continente americano, respinsero ogni intromissione europea e svolsero il loro sguardo cupido sull’Asia.

Si costituirono poi tutori d’Europa, entrandovi con un peso determinante in due guerre mondiali, dividendola in due zone di influenza, unificandone una al loro servizio, in contrapposizione all’altra, nella misura che bastava a tenerla al guinzaglio.

Vi mantennero le loro basi militari e ne controllarono i commerci, affinché non invadessero il proprio “terreno di caccia”.

Con Trump hanno innalzato in modo ancor più manifesto il vessillo del loro primato e così gli Europei si sono accorti di non essere alleati alla pari, ma solo strumenti subordinati.

Un velo è ancora calato sugli occhi degli Europei, che non si rendono conto né delle risorse dei 28 Paesi dell’Unione, né di quelle della Russia.

Gli Europei non sanno ancora paragonare il loro debito finanziario con quello statunitense, né sanno ancora capire che la loro disoccupazione è comandata per compiacere il mercato statunitense.

Un giorno, grazie a Trump, si accorgeranno che potrebbero benissimo provvedere da soli alla propria difesa, specialmente nel presente contesto.

Allora avranno ancora alcuni problemi di coscienza, ma se si libereranno dei politici asserviti agli Stati Uniti, imposti all’Europa da più di 70 anni, potranno anche ritrovare la bussola della loro coscienza morale, religiosa e storica.

Don Ennio Innocenti

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