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Si può capire che il Papa non parli della Russia anzitutto perché non ha con sé l’unanimità dei propri Vescovi, poi perché non vuole mettere in difficoltà né il Patriarca Cirillo (frenato dai propri conservatori) né il Presidente Putin (frenato dagli Ucraini orientali).

Non si capisce, pero’, il silenzio dei media sulla importanza del ruolo della Russia contro l’Isis, a favore della stabilità nella regione mediorientale; non si capisce il loro silenzio sul rapporto tra il Papa e Putin, il più deciso e scoperto avversario dell’Isis.

L’intervento del Papa su Putin fu decisivo alla vigilia dell’allargamento del conflitto antisiriano deciso autonomamente da Obama; la visita ufficiale di Putin dal Papa è certamente importante anche in prospettiva religiosa (e l’evoluzione di questa potrebbe diventare decisiva nell’andamento della geopolitica mondiale); infine la difesa del diritto naturale (contro l’anarchia liberaloide) compiuto da Putin costituisce da sola un’alleanza fondamentale tra Putin e il Vaticano.

Non si può sottovalutare questa alleanza nel rilancio fondativo dell’Europa, della sua civiltà, della sua progettata costituzione che definisce la sua identità, delle sue istituzioni attualmente discusse.

I discorsi di Papa Francesco all’Europa mostrano la sua perfetta concordanza con la linea europeistica dei suoi predecessori e il fatto del silenzio mediatico in cui sono tenuti dimostra la malizia dei veri padroni dei media che mirano a servirsi dell’Europa tenendola divisa e contrapposta per favorire il loro imperialismo finanziario.

Don Ennio Innocenti

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