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Rimasi sorpreso, la sera dell’elezione di Bergoglio, nel constatare che il Papa non cantasse la benedizione. Sorpresa confermata negli anni seguenti nel vedere come in nessuna solennità il Papa cantasse la benedizione. Ma ecco che, alla riunione dei suoi diletti carismatici al Circo Massimo, il Papa ha cantato a lungo. Dunque: non voleva la solennità liturgica?

Quando Bergoglio fu eletto Papa c’era la fama che egli fosse contro la teologia della liberazione, ma poi ci fu la sorpresa degli incontri con personaggi e movimenti di impronta marxista e la sorpresa dell’esaltazione di don Milani, il quale aveva proclamato che l’obbedienza non è una virtù, proprio mentre il superiore di Milani, il cardinale Elia Dalla Costa, che aveva emarginato Milani, è a un passo dalla beatificazione.

L’ultima sorpresa viene dallo IOR che amministra denaro in gran parte clericale (e, in non piccola parte, italiano). Ebbene: gli Italiani non vi hanno più posti di responsabilità, ma la sorpresa maggiore viene dal fatto che la sovrintendenza laica è del tutto separata e indipendente dalla commissione cardinalizia di vigilanza, il tutore dello IOR.

Non si finisce di sorprendersi.

Don Ennio Innocenti

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