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Il piccolo Charlie, rannicchiato nella sua culla e collegato alle macchine che lo aiutano a respirare e a mangiare, appare come l’emblema di ciò che è massimamente debole. Eppure questo piccolo essere e il senso della sua contrastata vicenda assumono una forza immensa, perché la verità che rappresentano può svelare e sconfiggere la coltre di nebbia che ci offusca e ci disorienta.

Il piccolo Charlie infatti ci mostra in tutta la sua ferocia l’assolutismo che si è impadronito delle società occidentali ed in particolare di quella che, molti filosofi, storici e giuristi, ritengono essere la patria della democrazia.

La vita del piccolo Charlie, malato di una malattia definita inguaribile e tuttavia curabile, nel sistema amministrativo e giuridico inglese, dove egli si trova, è stata tolta dalla mani e dalle decisioni dei suoi genitori. Ad essi si sono sostituiti poteri insindacabili che hanno la loro origine e legittimazione nelle leggi approvate.

Prima di tutti i medici dell’Ospedale – il Great Ormond Street Hospital di Londra – che hanno, infatti, deciso di togliere i supporti che lo aiutano a nutrirsi, idratarsi, a respirare ed avviarlo alla morte attraverso un sedativo che dovrebbe alleviare le sofferenze del soffocamento che, inevitabilmente, interverrebbe. Sul ricorso dei genitori sono, poi, intervenuti i giudici inglesi che hanno confermato la ”sentenza” dei medici. Anche la Corte europea per i diritti umani ha, infine, confermato che potranno essere sospese le terapie.

In fondo, la richiesta dei genitori era logica e ragionevole: con i fondi raccolti desiderano tentare di sottoporre il piccolo Charlie ad alcune terapie sperimentali negli Stati Uniti o in altri Paesi che le stanno provando. Ma la ragionevolezza e il diritto dei genitori di sperare e di intervenire vengono annullati. Prevalgono e decidono gli uomini della “giustizia”.

Intanto, mentre passano alcuni giorni, il piccolo Charlie inizia a incrinare il muro di silenzio e di sentenze che circondava e minacciava la sua preziosa vita. Sabato 1 luglio Marina Corradi scrive su Avvenire un articolo di fondo che nota: “Se ieri mattina aprivi i siti on line di “Le Monde” e “Le Figarò”, di “ El Mundo” e “ Die Welt” non trovavi una parola sul destino di Charlie Gard. C’era spazio per la Giornata degli asteroidi, ma non per il bambino di Londra”. Il piccolo Charlie ottiene qualche giorno in più di vita che, per la motivazione della “concessione”, dovrebbe preparare i genitori alla rassegnazione.

Poiché, intanto, la vicenda, con difficoltà, è riuscita a varcare i confini inglesi, in Italia un ospedale di proprietà della Vaticano, Il Bambin Gesù, interviene offrendosi di prendersi in carico il piccolo Charlie e di offrire le sue cure e i suoi apparati medici. Maiella Enoc, presidente dell’ospedale cattolico, avvia i contatti con i ricercatori statunitensi per uno scambio di informazioni sulle ricerche e le sperimentazioni esistenti. Ma il “potere” delle leggi e delle sentenze non si arrende. Anche questo gesto di solidarietà viene impedito e, addirittura, Londra, sia attraverso l’Ospedale, sia con il suo Ministro degli Esteri, dispone che il trasferimento è impossibile per le leggi inglesi e per le due sentenze che sono intervenute. Addirittura si giunge ad affermare che il bambino non è trasportabile in altra struttura se non con l’assicurazione che verranno applicati i protocolli indicati dalla Suprema Corte: la “sentenza” di morte che è stata decretata è inappellabile.

Anche se l’accanimento continua, il piccolo Charlie, però, ha vinto un’altra battaglia perché ha costretto anche i “grandi” a muoversi : Ministri degli Esteri e Primi Ministri; la notizia si impone anche nelle distratte agenzie di stampa.

Qualche intellettuale cattolico, durante questi giorni di sofferenza, ha affermato che la Chiesa è contraria all’accanimento terapeutico. Errore tanto grave, quanto pericoloso perché in questo caso siamo di fronte ad un accanimento legislativo e degli organi di giustizia.

Quando le leggi e gli organi dello Stato, abbandonato il vero fondamento delle leggi e degli organi statuali, cioè il diritto naturale, ciò che ne esce è un positivismo giuridico che giunge al punto di togliere la vita, di respingere la solidarietà, di cancellare la genitorialità. Ne nasce un assolutismo nel quale l’uomo è annullato, vive solo il potere delle leggi approvate .

L’uomo ha il dovere di rifiutare tutto questo e di rispondere, in un caso come quello in cui è in gioco una vita, solo alla legge divina.

Ad oggi, la vita del piccolo Charlie è appesa ad un filo. Non è dato sapere se vinceranno le proibizioni legislative di Londra o la solidarietà del Bambin Gesù, le speranze dei genitori o la inesorabilità della malattia, la commozione dilagante o la freddezza delle burocrazie.

Ma il piccolo Charlie, anche se dovesse lasciare la vita, è cresciuto, è diventato grande, ha dato un senso alla sua vita. E’ venuto al mondo per questo ?

Ci ha aiutato a denunciare l’assolutismo di un positivismo legislativo che incrina ed uccide le democrazie e che segna il declino di un Occidente, che senza un forte segno cristiano non ha un avvenire.

Davide ha abbattuto Golia. Grazie Charlie.

Pietro Giubilo

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