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L’Europa romana divenne cristiana dilatandosi proprio come cristiana; poi le sue guide divennero in parte anticristiane, ma il Popolo italiano restò cristiano e reagì alle rivoluzioni anticristiane, sia a quella napoleonica, sia a quelle comunista e nazista.

Dopo la guerra molti Popoli europei furono soggetti a guide non cristiane e quando si trattò di riconoscere le loro radici cristiane la Francia e il Belgio le disconobbero.

Quei Popoli, pur figurando come cristiani, hanno largamente abbandonato la pratica cristiana lasciandosi infiltrare da islamici sostenuti dall’esterno, venendo continuamente offesi da essi. Altri Popoli europei sono insofferenti di questa sottomissione e reagiscono anche se con differente energia: gli Spagnoli, memori della “riconquista” e di Lepanto, hanno instaurato un blocco a sud; i Greci, memori della loro auto liberazione, sono determinati a rifiutare infiltrazioni, così pure gli Ungheresi; i Russi hanno duramente combattuto per impedire la sottomissione; un esempio eccellente di resistenza spirituale viene ora dalla Polonia.

Il Popolo polacco non ha innalzato muri o fili spinati lungo i 3.500 Km delle sue frontiere, ma ha innalzato la corona del Rosario, la fede dei padri, la croce di Cristo Redentore.

Per 3.500 Km, milioni di Polacchi hanno dimostrato, alle gerarchie massoniche franco-belghe, esponendo fisicamente i loro petti e le loro bandiere, che non vogliono assolutamente subire l’influsso islamico nella loro Patria. Respingono il ricatto finanziario, vogliono essere se stessi, cristiani; gli islamici se ne stiano fuori.

Certamente anche il Popolo italiano si ricorda d’aver combattuto per trent’anni, nel corso del secolo XI, per respingere l’invasione islamica giunta alle porte del Lazio.

Adesso questo Popolo non si ritiene invaso e ha lasciato prevalere la misericordia, ma gli episodi di prepotenza si moltiplicano e certo gli Italiani non sono disposti alla sottomissione. Per adesso pazientano, sotto la guida del Papa, ma potrebbero non sopportare ulteriori umiliazioni. La loro fede, anzitutto, non glielo consentirebbe e non avrebbero bisogno di parole papali per respingere chi, con maschera ipocrita, volesse imporre la barbarie.

Don Ennio Innocenti

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