logo-fraternitas-small

Il liberalismo politico e morale, che esalta la libertà come se essa non avesse doveri, è sempre stato condannato dalla Chiesa. Anche il liberalismo economico, che esalta la libertà del commercio come se non ci fossero i criteri di giudizio, è falso. La cosiddetta libertà di mercato rischia facilmente diventare la libertà del più forte che elimina i più deboli.

I Papi Leone XIII e Pio XI sono famosi per aver condannato le perversioni del liberalismo economico e finanziario. Papa Paolo VI emanò un’enciclica per denunciare il falso progresso economico che arricchiva alcuni a spese di tutti gli altri e stabilì il criterio che il progresso doveva essere integrale per tutti i popoli, per tutte le categorie e per tutto l’uomo, che non è solo materia.

Nel frattempo il commercio mondiale ha progredito molto nell’accumulare ricchezza, ma non nel distribuirla.

Anche Papa Francesco ribadisce la linea dei suoi predecessori e insiste nel volere uno sviluppo integrale. In particolare, nel suo discorso per il 50º anniversario della Populorum Progressio, ha ripreso alcuni dei concetti espressi da Paolo VI:

  • integrare i diversi popoli della terra;
  • integrare la dimensione individuale e comunitaria;
  • integrare corpo e anima;
  • integrare nello sviluppo tutti gli elementi che lo rendono veramente tale: l’economia, la finanza, il lavoro, la cultura, la vita familiare, la religione;
  • l’io e la comunità non sono concorrenti tra loro, ma l’io può maturare solo in presenza di rapporti interpersonali autentici.

Questa è la logica del corpo mistico di Cristo in opposizione alla logica dell’illuminismo, che ha generato l’individualismo liberalesco e la falsa sovranità del moderno, che oggi, con lacrime di coccodrillo, è deprecato come post-moderno.

Volete essere post-cristiani? Tenetevi il post-moderno.

Don Ennio Innocenti

Spiacente, I commenti sono chiusi al momento

© 2011 Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis Suffusion theme by Sayontan Sinha