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Nel 1917 la Madonna è venuta a richiamare l’umanità al suo supremo dovere di obbedienza con parole e gesti che avevano un significato ultimativo.

A distanza di un secolo l’ultimatum sembra ancora incombente a causa delle attuali tensioni geopolitiche. Nel frattempo, ha preso rilievo una componente che nel 1917 era appena accennata, l’Islam. Accennata nel nome “Fatima”, annunciata nella spartizione che le potenze prospettavano, proprio nel 1917, del vasto mondo musulmano, esteso dall’Asia all’Africa, la componente islamica è diventata di rilievo oggi, non solo per il terrorismo e per l’emigrazione, ma anche per la composizione geopolitica proposta da Putin (ora in discussione per le accuse di Trump all’Iran) e soprattutto per il crescente dialogo tra Cristianesimo e Islam.

In questo dialogo c’è qualche porta aperta e la principale è proprio Santa Maria, la madre di Gesù, assurta presso vari popoli islamici ad emblema venerabile della Madre.

Il Corano ne parla come della “tutta santa” e la confonde con la sorella di Aronne, forse per l’influsso della tradizione cristiana che la indica di famiglia sacerdotale (parente della coppia Elisabetta Zaccaria). Gli Islamici ammettono la sua maternità senza intervento d’uomo, ma inorridiscono al pensiero che Gesù, pur santissimo, sia Dio. Questo perché non concepiscono che Dio per amore si possa tanto abbassare e per questo risplendere. Tuttavia essi sentono attrazione per Maria e per la sua tenerezza materna e questo fatto può avere un profondo influsso su loro e, soprattutto, sulle loro donne.

Il Cuore Immacolato di Maria è una porta aperta per degli spiriti islamici.

Don Ennio Innocenti

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