logo-fraternitas-small

Mi scrive un corrispondente scandalizzato dal fatto che la Chiesa non ha minimamente protestato contro il proposito dichiarato da Di Maio (Movimento Cinque Stelle) di espropriare dei cittadini di 12 miliardi.

La Chiesa non difende più il diritto di proprietà?

Ebbene: la Chiesa non ha mai insegnato che tale diritto fosse assoluto, l’ha invece sempre subordinato al Bene Comune di cui è competente l’Autorità politica. Certamente questa non deve privare della giusta misura del diritto personale di proprietà, ma questo diritto (che nella sua radice è naturale, e perciò divino) può essere legittimamente limitato, perché destinato al Bene Comune (orientativamente universale). La competenza di questa determinazione è l’Autorità Politica, la quale procede con regole di garanzia legittima.

In concreto, Di Maio si riferisce solo a quei cittadini proprietari di pensioni superiori a 5000 euro, al fine di aiutare l’estrema povertà di molti altri, ma dovrà anch’egli seguire le procedure previste e sottostare infine al giudizio dell’intera comunità, anche sulla utilizzazione concreta della somma gradualmente ottenuta prelevando ciò che supera i 5.000 euro mensili.

Son cose di cui non si deve occupare il Magistero della Chiesa, bensì gli organi dello Stato. In certe circostanze storiche la stessa istituzione Chiesa ha offerto i beni ecclesiastici per la giusta necessità della comunità civica.

Don  Ennio Innocenti

Spiacente, I commenti sono chiusi al momento

© 2011 Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis Suffusion theme by Sayontan Sinha