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Fu Pio XII a chiarire la dottrina della Chiesa su questo argomento, insegnando che non c’era obbligo di cure giudicate straordinariamente gravose per la comunità dalle competenti autorità e che non era neppure consigliabile accanirsi in cure inutili ove l’imminenza della morte fosse certa a giudizio dei competenti.

Di più: Pio XII insegnò la leicità di somministrare farmaci che attenuassero i dolori, anche se essi diminuissero la coscienza del malato (purché il malato avesse prima la possibilità di provvedere ai suoi doveri morali e religiosi), anche se tali farmaci comportassero abbreviamento della vita certamente terminale.

I protagonisti di tale decisione sono i malati e i medici, non le autorità amministrative o politiche, neppure i familiari del malato, sebbene ad essi spetti di consentire al giudizio dei medici quando i malati non siano in grado di dare segni di consenso o rifiuto.

Tutto diverso è il discorso quando si tratti di prendere iniziative che causano direttamente la morte.

Don Ennio Innocenti

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