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La luna viaggia nel Cielo, dunque tra gli dei. La si pensò come dea perché si capì che aveva influsso sul mare e sulla terra, sulla generazione della vita e costituì, perciò, anche la giusta misura del tempo. Dunque madre e signora del tempo.

Gli Arabi trovarono il suo emblema e lo posero in campo verde, forse per sottolineare proprio la primavera, la rinascita.

Prima di loro noi l’avevamo messa in compagnia del Sole: San Giovanni, poi, è inequivocabile nel presentare la Donna Solare che tiene sotto i piedi la luna, perché è proprio lei la Signora della storia, ne decide le sorti.

San Tommaso d’Aquino diceva “Il sole e l’uomo generano l’uomo”, ma dappertutto dove la dea luna era venerata i Cristiani accentuarono il culto della Gran Madre del Dio Uomo e degli Uomini Fratelli, sulla scorta dell’Apocalisse.

A Fatima, dove prima sventolava la bandiera della luna, la Madre Celeste e Solare disse che le sorti della storia presente le avrebbe decise lei, quando però gli uomini avrebbero accettato la sua maternità spirituale.

Chi sa se gli Arabi si impegneranno anch’essi nella loro rinascita spirituale, nella loro vera primavera, nel loro tempo propizio?

Don Ennio Innocenti

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