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In una precedente nota sul filosofo Borghesi abbiamo ipotizzato la possibile connessione della spiritualità ignaziana con la discussa metafisica di Molina e abbiamo anche sottolineato la connessione di Molina con Suarez e di questo con Maréchal, col quale sono poi connessi ben altri gesuiti.

Adesso, prima di Natale, la rivista gesuitica La Civiltà Cattolica ritorna sulla metafisica di Suarez. È la seconda volta che questa rivista riconosce onestamente la connessione tra l’opera di questo gesuita con la deriva immanentistica della filosofia moderna. Questa volta lo fa sottolineando la connessione tra Suarez, Cartesio, Wolf, Kant, Heidegger.

Tutto giusto, ma avrebbe potuto rimarcare almeno altre due connessioni: la prima è quella di Suarez, Cartesio, Malebranche, Gioberti (questi due condannati), la seconda è quella di Suarez, Cartesio, Hume, ecc.

Certo il riconoscimento di queste connessioni è onesto, purché non sottintenda un vanto, il vanto di essere moderni, ossia essere allineati al polimorfo immanentismo moderno, quasi una paternità spuria.

Naturalmente non bisogna dimenticare i gesuiti ottimi, quelli che stancandosi dal “campanile” rivendicarono il vero tomismo, in obbedienza a Leone XIII e a Pio XI.

Don Ennio Innocenti

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