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Molti animali terrestri hanno bisogno di occupare una porzione di territorio come proprio (e talvolta esclusivo) e hanno l’abitudine di segnarlo coi propri odori. Anche l’uomo ha fatto qualcosa di simile, soprattutto per difesa, soprattutto per respingere l’aggressività di bestie e di uomini. Perciò la sua volontà di organizzazione sociale (= diritto) è stata vincolata e limitata al territorio.

Anche la Chiesa (società religiosa terrestre) ha dovuto rendersi conto, ad un certo punto della sua evoluzione, che la protezione del suo centro promozionale, comunionale e decisionale aveva bisogno, nel quadro di determinate contingenze storiche, di un territorio e ne ha ottenuto il riconoscimento dalle altre società.

Tale bisogno sussiste ancor oggi, benché in misura molto ridotta, ma per il permanere di limitanti contingenze storiche.

Infatti le società politiche odierne hanno ereditato un concetto di sovranità che è temibile: se la coscienza “politica” fosse tutta davvero imperniata sulla volontà del Bene fraterno degli uomini e, quindi, esprimesse la coscienza della propria identità, in coerenza con tal principio, anche nei rapporti con le altre società e identità, ugualmente fraterne, non ci sarebbe bisogno di occupazioni esclusive di territori.

E’ vero che l’uomo è terrestre, ma basterebbe l’altrui fraterno riconoscimento per delimitare il rispetto anche verso il contingente supporto terrestre di azione.

Ovviamente sto parlando d’un’ipotesi utopica, ma con fondamento storico, come dimostra la genesi di grandi comunità politiche che al loro interno hanno fatto valere il diritto (=volontà spirituale) superando e armonizzando le limitazioni territoriali originarie.

E’ dunque ragionevole formulare l’ipotesi che, in un quadro generale di rispetto giuridico coinvolgente tutte le comunità politiche, anche il centro terrestre della Chiesa potrebbe attenuare la protezione del suo supporto territoriale, ancor più di quanto è stato fatto al presente con la recente costituzione dello Stato Città del Vaticano.

Don Ennio Innocenti

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