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Gesù ha spiegato che il rapporto tra lui e il credente è analogo a quello tra la vita e i tralci, un rapporto organico, anche se spirituale, che consiste in una comunanza di pensiero e volontà in crescente carità.

Gesù ha assicurato che questa crescita produce pace e gioia e alimenta una gnosi di Dio che introduce proprio in Dio, nel suo vivere.

Gesù ha anche promesso che alcuni suoi amici dimostreranno d’avere doni straordinari ai fini di apostolato, ma questi saranno eccezionali, come del resto lui stesso esemplificò.

La mistica cristiana ha come base la trascendenza dell’Infinito Iddio e l’attrazione che lui stesso esercita da noi ricercata con il raccoglimento spirituale, la pratica sacramentale e le opere di carità, possibili in qualsiasi ambiente.

Solo la mistica cristiana ha prodotto effetti di carità in ogni ambito della vita sociale.

La generale concentrazione dei mistici cristiani sul Divino Crocifisso è stimolo alla libertà sempre crescente del dono di sé.

Purtroppo l’ascesa mistica è sempre connessa al crescente distacco da ciò che è finito, alla sofferenza della distanza dall’Infinito, della esperienza della miseria umana.

Ogni cristiano può vivere un’autentica vita mistica anche nel misconoscimento totale dell’ambiente sociale.

Le religioni orientali fanno dubitare anzitutto della base fondamentale della trascendenza divina; inoltre fanno dubitare dell’incostanza che esse danno a tecniche umane di concentrazione; infine suscitano fenomeni per i quali la Chiesa mostra cautelose riserve, le stesse – del resto – che essa applica ad analoghi fenomeni soggettivi di mistici cristiani.

Don   Ennio Innocenti

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