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Come si riconosce un sacerdote degno? San Paolo, esperto dell’esercizio di tutti i gradi del ministero sacerdotale, è categorico: anzitutto il sacerdote deve essere un uomo di fede, sia in senso soggettivo (sincero di cuore) sia in senso oggettivo (sia sincero nelle verità trasmesse da Cristo agli Apostoli); è un impegno aspro che San Paolo chiama “la buona battaglia della fede”. Per conservare la fede il sacerdote deve fare appello allo Spirito Santo, non “ai discorsi profani e le dispute della falsa scienza”, che deviano verso la falsa gnosi. San Paolo dice, invece, che il sacerdote dev’essere dedito “alla lettura delle Sacre Scrittura e all’opera di evangelizzazione”, deve ricordarsi della consacrazione ricevuta e costante nel “combattimento spirituale”, combattimento inevitabile nel confronto con chi la fede non ce l’ha.

San Paolo, tra le altre doti che vuole inculcare ai sacerdoti, mette al primo posto la sobrietà, il decoro, lo spirito di pace e il disinteresse; raccomanda, inoltre, ai sacerdoti di contentarsi del necessario nei beni temporali, senza che la povertà sacerdotale sia demagogica, sentimentale, faziosa e, peggio, rabbiosa.

Il sacerdote che segue questo sentiero, dice San Paolo, acquista onore e grande sicurezza nella fede.

Naturalmente c’è anche la disciplina ecclesiastica da tenere in conto, dall’armonia col Vescovo alla condotta liturgica: in definitiva tutto il comportamento sacerdotale dev’essere imperniato sulla fede ricevuta dai Padri.

Don Ennio Innocenti

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