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Certamente oggi i Cristiani sono nel bel mezzo d’una sanguinosa persecuzione, più volte documentata, che conta decine di migliaia di vittime all’anno, soprattutto in Asia.

Non ci facciamo illusioni, edotti come siamo, dalla storia: per porre fine alla persecuzione dell’impero romano ci vollero due secoli; la rivoluzione francese si espresse in odio feroce contro il cristianesimo, le persone consacrate, le istituzioni ecclesiastiche; il Papa fu arrestato e fatto morire in prigione da Napoleone; ci vollero due secoli per passare dall’odio assassino di fine Settecento alla laicità tollerante teorizzata da Sarkozy.

La persecuzione anticristiana degli islamisti fu particolarmente acuta per due secoli, dal IX all’ XI  sec.

La persecuzione islamista, riaccesa nel secolo scorso, durerà probabilmente ancora questo presente secolo.

Ci sono, poi, i sintomi della feroce persecuzione di nazionalisti indù che non finirà tanto presto.

Gesù e gli Apostoli l’avevano predetto e se dobbiamo interpretare l’Apocalisse, oltre che come profezia, anche come paradigma interpretativo della storia, allora concluderemo che dovremo coesistere sempre con le persecuzioni.

Se si realizzasse la vera unione, dei popoli europei, che hanno tutti radici cristiane, dall’Irlanda alla Russia, dalla Svezia alla Sicilia, allora emergerebbero anche istituzioni europee che potrebbero almeno tentare di attenuare questo destino di sofferenze nei vari continenti.

Per adesso le istituzioni europee non hanno ben poco di cristiano, legiferano contro il diritto naturale e divino, e, spesso, sono discriminanti contro popoli di sicura matrice cristiana.

Don Ennio Innocenti

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