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Certamente la gnosi spuria era già presente tra gli Ebrei, sia per influsso mesopotamico – iranico sia per influsso egiziano e platonico. Per quanto ci appaia ridicolo, il dotto filosofo pagano e anticristiano Celso (del II secolo) accusa proprio Gesù d’essere dipendente dalla dottrina platonica. Certamente Pietro s’imbatté in un esponente gnostico già nel suo primo viaggio ispettivo in Samaria e successivamente fece allusioni alla gnosi nelle sue lettere. Così pure è evidente che Paolo, che proveniva da un centro ellenistico molto colto, fa non pochi riferimenti alla gnosi spuria. Anche Giovanni fa riferimenti alla gnosi spuria indirettamente nello stesso suo Vangelo e direttamente nell’Apocalisse, sia pure in linguaggio figurato.

Lo gnosticismo mette radici tra i cristiani di derivazione ebraica e di derivazione pagana ed ha già una letteratura nel secondo secolo.

San Paolo, in particolare, mette in guardia i cristiani contro la gnosi dualistica (di derivazione iranica), insistendo sulla bontà della creazione e ridicolizzando i miti gnostici. San Giovanni sembra insistere sulla positività della materia che permette la realtà della Incarnazione del Verbo Divino, senza la quale non c’è Redenzione.

Bisogna tener conto che i Romani avevano intensi rapporti con l’Oriente tramite la flotta sistemata nel Mar Rosso e questo poteva essere un canale d’influsso gnostico.

Io ho rivendicato l’autenticità del Dionigi convertito da San Paolo nell’Aeropago ateniese, scrittore che è a fondamento della pura gnosi cristiana.

Don  Ennio Innocenti

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