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Prescindendo dal suo soprannaturale, notiamo in Gesù una perfetta conoscenza delle sacre scritture ebraiche e una grande duttilità di linguaggio, capace di affascinare le folle e di sostenere con evidente successo dispute pubbliche con esponenti ebraici

Non è da disprezzare la cultura dei suoi quattro discepoli iniziali, dei pescatori proprietari di barche in un centro di intensi scambi commerciali; comunque tra i dodici c’era anche un addetto alle tasse, certamente abituato a trattare con persone d’ogni ceto, che poi scrisse uno dei quattro Vangeli. Che Giovanni fosse istruito è fuori discussione e anche Paolo veniva da ambienti colti. Successore di Pietro fu Clemente, identificato come un esponente della famiglia Flavia, che fu anche console, contemporaneo di Dionigi la cui opera filosofico – teologica fu la base millenaria della speculazione cristiana. Questa prese l’avvio nel confronto culturale di Alessandria e fu continuata da Origene, ma ebbe le sue punte nel filosofo Giustino, in Ireneo, in Tertulliano, in scrittori come Minucio Felice e gli autori della Didachè e della lettera a Diogneto.

I cristiani si dimostrano in grado di sostenere il confronto con gli stoici e con i neoplatonici, con gli gnostici di varia provenienza, di selezionare la prima letteratura cristiana e di giungere presto a stabilire il canone biblico. E’ di enorme importanza che essi si dimostrino in grado di presentare la Bibbia in latino già nel secondo secolo.

L’evoluzione della cultura teologica è evidente nel Sinodo di Cartagine del 256, nel Sinodo di Antiochia del 264, nel Sinodo di Elvira del 300.

In Africa emerge il vescovo Cipriano (+258) che dimostra di possedere una solida ecclesiologia.

Sono gli anni in cui l’episcopato romano ha già acquisito un alto prestigio perfino a fronte dell’Impero, tanto da imporsi a fronte dei rigorismi interni con la equilibrata maestà d’un membro della grande famiglia Cornelia, cui segue il riconoscimento di Gallieno e, soprattutto, quello di Aureliano, esplicitamente onorevole per la sede episcopale romana.

Don Ennio Innocenti

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