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In continuità col Magistero precedente Papa Francesco conferma che la dottrina sociale dipende dall’antropologia e dalla teologia. Secondo tale dottrina dalla morale deriva la politica, la quale comanda l’economia, di cui è parte la scienza finanziaria. Invece oggi è la finanza che comanda l’economia e la politica, in disprezzo della morale. Questo capovolgimento è assurdo e disastroso, tanto che Papa Francesco sottolinea come il danaro non sia capace di governare razionalmente. Questo è il motivo per cui l’editore (Piemme) ha preferito imporre, al libro che ho davanti, il titolo “Il denaro non governa”:

Del libro sono autori due amici: Andrea Tornielli (di maturata carriera giornalistica) e Pier Paolo Saleri (eccellente “auriga”, coautore, con me, di “Critica alla Corte Costituzionale Italiana”).

Saleri ha una speciale competenza nelle cose sociali, non solo per gli studi, ma anche per l’esperienza d’essere stato a capo di un grande ente pubblico, per aver diretto l’ufficio lavoro della Democrazia Cristiana e per essere stato coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Europea Popolare.

In realtà il libro copre un ampio panorama d’interventi papali su temi sociali ed economici, panorama nel quale si notano, sì, delle accentuazioni, ma non delle novità magisteriali.

Le novità spiccano, invece, negli interventi politici del Papa che ha il merito d’aver ottenuto collaborazione anzitutto per impedire l’esecuzione del proposito distruttivo di Obama contro la Siria, poi per impedire il disegno distruttivo israeliano-statunitense contro l’Iran, poi per favorire il disgelo tra USA e Cuba, infine per favorire efficacemente la riconciliazione in Colombia e il dialogo tra le parti contrapposte in Venezuela. Altra novità promettente è il paziente dialogo per giungere ad una pace religiosa in Cina.

Anche gli interventi papali sull’Europa consistono solo in accentuazioni del Magistero precedente, ma queste sono singolarmente incisive come quando grida: “L’Europa non è libera!” ed esige il suo protagonismo “punto di riferimento per tutta l’Umanità”.

Altre accentuazioni significative sono quelle riguardanti l’ambiente, in opposizione ad una ecologia aberrante e disumanizzante, il consumismo, equilibrante il discorso sulla decrescita con la sottolineatura dello sviluppo necessario per chi ha veri bisogni, il fenomeno migratorio, sottolineando, sì, le urgenze, ma nel quadro dell’ordine della carità che rispetta le esigenze e i limiti della integrazione.

Accentuazioni integrative sono quelle riguardanti anzitutto il concetto di “bene comune”, sottolineando il richiamo all’antropologia e alla ragione vera della “dignità”, il ridimensionamento del ruolo dei partiti, ormai inadeguati per la retta politica.

Benemerite accentuazioni polemiche sono quelle che riguardano l’individualismo e il liberalismo, il primato dell’inconscio, la magia della cosiddetta “mano invisibile del mercato” (il quale ha invece bisogno di razionalità), la globalizzazione che oscura il pregio del popolo, della Patria, del vero universalismo romano e cattolico; così pure: il neocolonialismo ideologico che asservisce la comunicazione, il deprezzamento del lavoro (che esalta il “reddito per tutti” invece che il “lavoro per tutti”), la dittatura della maggioranza, la dittatura del relativismo, la dittatura della finanza.

Il Papa conferma il sospetto dei Predecessori sull’intero sistema economico e sull’attuale modello di sviluppo.

Purtroppo questo utile panorama non mette in chiaro né l’aberrante concetto di sovranità (superiorem non recognoscens) né quello di usura (vera depravazione del retto concetto di moneta), né il dominio dei “poteri occulti”, né la ragione dell’inadeguatezza e ambiguità dell’ONU, che capeggia la distruzione della famiglia, né il vero (e solo accettabile) concetto di “accompagnamento” di chi si allontana dalla via della moralità.

Personalmente sono particolarmente grato ai due autori per aver svelato che l’accettazione del premio Carlomagno (ambigua copertura della strategia di Kalergi) è stata quasi estorta a Papa Francesco.

Don Ennio Innocenti

Il pensiero sociale di Papa Francesco

In continuità col Magistero Papale precedente Papa Francesco conferma che la dottrina sociale dipende dall’antropologia e dalla teologia. Secondo tale dottrina dalla morale deriva la politica, la quale comanda l’economia, di cui è parte la scienza finanziaria. Invece oggi è la finanza che comanda l’economia e la politica, in disprezzo della morale. Questo capovolgimento è assurdo e disastroso, tanto che Papa Francesco sottolinea come il danaro non sia capace di governare razionalmente. Questo è il motivo per cui l’editore (Piemme) ha preferito imporre, al libro che ho davanti, il titolo “Il denaro non governa”:

Del libro sono autori due amici: Andrea Tornielli (di maturata carriera giornalistica) e Pier Paolo Saleri (eccellente “auriga”, coautore, con me, di “Critica alla Corte Costituzionale Italiana”).

Saleri ha una speciale competenza nelle cose sociali, non solo per gli studi, ma anche per l’esperienza d’essere stato a capo di un grande ente pubblico, per aver diretto l’ufficio lavoro della Democrazia Cristiana e per essere stato coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Europea Popolare.

In realtà il libro copre un ampio panorama d’interventi papali su temi sociali ed economici, panorama nel quale si notano, sì, delle accentuazioni, ma non delle novità magisteriali.

Le novità spiccano, invece, negli interventi politici del Papa che ha il merito d’aver ottenuto collaborazione anzitutto per impedire l’esecuzione del proposito distruttivo di Obama contro la Siria, poi per impedire il disegno distruttivo israeliano-statunitense contro l’Iran, poi per favorire il disgelo tra USA e Cuba, infine per favorire efficacemente la riconciliazione in Colombia e il dialogo tra le parti contrapposte in Venezuela. Altra novità promettente è il paziente dialogo per giungere ad una pace religiosa in Cina.

Anche gli interventi papali sull’Europa consistono solo in accentuazioni del Magistero precedente, ma queste sono singolarmente incisive come quando grida: “L’Europa non è libera!” ed esige il suo protagonismo “punto di riferimento per tutta l’Umanità”.

Altre accentuazioni significative sono quelle riguardanti l’ambiente, in opposizione ad una ecologia aberrante e disumanizzante, il consumismo, equilibrante il discorso sulla decrescita con la sottolineatura dello sviluppo necessario per chi ha veri bisogni, il fenomeno migratorio, sottolineando, sì, le urgenze, ma nel quadro dell’ordine della carità che rispetta le esigenze e i limiti della integrazione.

Accentuazioni integrative sono quelle riguardanti anzitutto il concetto di “bene comune”, sottolineando il richiamo all’antropologia e alla ragione vera della “dignità”, il ridimensionamento del ruolo dei partiti, ormai inadeguati per la retta politica.

Benemerite accentuazioni polemiche sono quelle che riguardano l’individualismo e il liberalismo, il primato dell’inconscio, la magia della cosiddetta “mano invisibile del mercato” (il quale ha invece bisogno di razionalità), la globalizzazione che oscura il pregio del popolo, della Patria, del vero universalismo romano e cattolico; così pure: il neocolonialismo ideologico che asservisce la comunicazione, il deprezzamento del lavoro (che esalta il “reddito per tutti” invece che il “lavoro per tutti”), la dittatura della maggioranza, la dittatura del relativismo, la dittatura della finanza.

Il Papa conferma il sospetto dei Predecessori sull’intero sistema economico e sull’attuale modello di sviluppo.

Purtroppo questo utile panorama non mette in chiaro né l’aberrante concetto di sovranità (superiorem non recognoscens) né quello di usura (vera depravazione del retto concetto di moneta), né il dominio dei “poteri occulti”, né la ragione dell’inadeguatezza e ambiguità dell’ONU, che capeggia la distruzione della famiglia, né il vero (e solo accettabile) concetto di “accompagnamento” di chi si allontana dalla via della moralità.

Personalmente sono particolarmente grato ai due autori per aver svelato che l’accettazione del premio Carlomagno (ambigua copertura della strategia di Kalergi) è stata quasi estorta a Papa Francesco.

Don Ennio Innocenti

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