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Quando siamo davvero credenti siamo motivati non da deboli ragioni offerte dalla cultura ambientale, ma solo dalla luce che proviene da ciò che Dio ha rivelato, a noi trasmesso dall’ininterrotta sequela dei santi e dei martiri. Questo solo è il presidio della nostra fedeltà; su questa base diventiamo uomini di speranza, motivata solo da ciò che Dio ci offre: la comunione con Lui. Soltanto questa è la ragione della speranza: non abbiamo da sperare di più, né abbiamo da dubitare che questo traguardo sia raggiungibile, perché Dio ci ha garantito anche i mezzi per raggiungerlo.

Com’è ovvio, i veri credenti sono tali per riconoscenza, per gratitudine, dunque per amore: amano desiderando sempre più la volontà di Dio, si fidano incondizionatamente di Lui che, essendo Bene Infinito, non può volere altro che il bene.

Alla luce della rivelazione divina il credente sa quali sono i mezzi per raggiungere il giusto traguardo che la volontà divina ci propone, si misura con la moderazione dei beni terreni affinché essi non diventino trappole: la scelta dei mezzi costituisce la virtù della prudenza, la moderazione nell’uso dei beni terreni costituisce la virtù della temperanza.

Non basta: è necessario che il vero credente sappia che dovrà essere messo alla prova, che dovrà affrontare difficoltà, persino durezze; deve dimostrare la forza, perché Dio gliel’ha promessa anche nella persecuzione.

Sempre alla luce della rivelazione divina, il vero credente sa quali sono i criteri della giustizia la quale, essendo fondata sulla verità, ha sempre lo sguardo fisso sul crocifisso.

Don Ennio Innocenti

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