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“Sui Eum non receperunt….” (I suoi non l’hanno accolto… Gv1,11). Tuttavia un rivolo di conversione dall’ebraismo non è mai cessato, anche di maestri (l’ultimo, forse, Zolli). Così ci vollero più di due secoli perché la collaborazione tra Vangelo e Romanità si aprisse strade convincenti, oltre quelle dei Corneli, degli Annei  e dei Plauzi. Altrettanto tempo ci volle perché il geloso nazionalismo dei Longobardi si accorgesse che non c’era nulla da perdere con la conversione al cattolicesimo. E quanto tempo ci volle perché il furore nazionalista del luteranesimo, del calvinismo e dell’anglicanesimo diventasse ecumenismo cortese?

Perché meravigliarsi ora delle miopie cinesi? I cristiani nestoriani trovarono un accomodamento in Cina solo lentamente, come – analogamente – i cattolici medievali e poi quelli rinascimentali e barocchi. Occorre pazienza.

La rivoluzione culturale cinese finì, ma lasciò l’eredità illuminista ai nuovi dirigenti, i quali solo ora si accorgono che lo stato laico può convivere con le esigenze dei cattolici. Certo essi temono le dipendenze e le influenze esterne dei cattolici cinesi, sono gelosi dell’autonomia cinese, forse non governano bene le gelosie interne fra le comunità religiose cinesi, forse non gradiscono le loro premature esibizioni concorrenziali, neppure gradiscono che il carattere laico del regime sia troppo condiscendente verso dimostrazioni pubbliche religiose, che non hanno nulla di cinese;  tutto questo, però, non impedisce la graduale maturazione dell’idea che la dottrina e la spiritualità  sarebbero di grande utilità per la generazione post-rivoluzionaria vuota del tradizionalismo confuciano, insoddisfatta dell’accomodamento pratico d’un buddismo che è intrinsecamente negativo; l’idea d’un cattolicesimo in grado di reggere il confronto culturale coi mussulmani e, soprattutto, motivare soddisfacentemente un’etica del lavoro e del denaro, con il lealismo verso l’autorità politica di diritto naturale.

Qui da noi qualcuno esagera l’abolizione recente delle Croci e di altri segno pubblici religiosi, ma cosa hanno fatto gli attuali deputati massonici francesi, che hanno preteso la stessa misura nella sede della loro assemblea Nazionale? I Vescovi hanno solo obbiettato: siete sicuri di rappresentare la cultura francese?

Anche la miopia cinese si renderà conto che la neutralità laicistica dovrà moderarsi, mentre i cristiani cinesi sono già cento milioni.

Don Ennio Innocenti

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