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La Chiesa è diversa dalla comunità politica per origine e fine: pertanto non può essere uguale neppure nella struttura della sua vita sociale. Fondata da Dio per aiutare gli uomini a progredire nella comunione con Lui, si organizza principalmente per ottenere la santificazione dei soci.

Perciò oltre alla principale struttura sacramentale (potestas ordinis, connessa al sacerdozio soprannaturale), essa è dotata di una struttura d’insegnamento (potestas magisterii, legata alla prima) e di una struttura di armonica convivenza (potestas jurisdictionis, emanante leggi e giudizi, anch’essa legata alla prima, sacerdotale).

Precisando, queste tre strutture (o poteri) sono in se stesse diverse da quelle della società politica e, pur essendo tra loro distinte, non possono essere tra loro separate, essendo tra loro unificate nella struttura sacerdotale.

Nella società politica che si organizza (Stato) i poteri legislativi, esecutivi e giurisdizionali sono distinti e anche separati, ma devono anch’essi trovare armonia e coordinamento; non godono però della ragione unificante che vanta la Chiesa, di per sé monarchica.

Anzi mentre nella Chiesa questa ragione viene dall’alto, lo Stato moderno si vanta di derivare il suo potere ordinativo dal basso.

Tuttavia queste diversità non impediscono che le due società abbiano ragioni di coordinarsi per collaborare, sempre che lo Stato voglia anche il bene morale dei suoi membri.

Uno Stato, totalmente ignaro dei valori morali, non avrebbe motivi di collaborare con la Chiesa.

Don  Ennio Innocenti

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