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Il medico della psiche conosce la distinzione fra psiche e cervello e cura le malattie di ambedue, ora curando soprattutto il cervello (in connessione con l’intero organismo fisico), ora curando soprattutto la psiche (in connessione con l’intera esperienza dell’uomo concreto), ora ambedue le eventuali malattie insieme (in connessione tra loro).

Talvolta è malato solo il cervello (per esempio, a causa d’una infezione, forse non diagnosticata, dell’organismo: cosa che ho visto verificarsi almeno due volte: curata l’infezione, anche il cervello non danneggiato strutturalmente è tornato sano).

Qualche volta è malata solo la psiche (per esempio, a causa d’un errore del pensiero che trascina altri errori sicché il malato ne viene irretito: molte volte, in passato, ho visto il malato guarire col solo paziente dialogo del fraterno medico).

Spesso lo psichiatra deve curare sia il cervello sia la psiche, perché l’uno può influenzare l’altro. Può succedere, infatti, che il malato cerebrale giudichi se stesso erroneamente, sicché causi da sé altri errori che portano disordine nel suo patrimonio psichico, frutto della sua esperienza ambientale. Può succedere anche che il malato sofferente solo della psiche  (con strutture cerebrali sane) causi, con le sue acute ansie e sofferenze, dei danni anche nervosi, ossia nel cervello, come può causare (sempre per sofferenze psichiche, non cerebrali) danni in altre parti dell’organismo fisico (abbassando, per esempio, la sua immunità).

In questi casi, il medico deve combattere su tutti e due i fronti, senza illudersi che basti un solo fronte, con mezzi fisici e mezzi psichici (che non sono farmacologici, solo ausiliari questi, ma fraterni).

Don Ennio Innocenti

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