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Il primo modello perdente è quello liberaldemocratico strumentalizzato dalla tecnocrazia finanziaria e capitalista. Questo modello non garantisce stabilità, provoca crisi e vuole disoccupazione per comprimere il costo del lavoro, ingenera disperazione, è consumista e insostenibile, è stato sempre avversato dalla dottrina cattolica che l’ha giudicato fondamentalmente materialista.

Il secondo modello perdente è quello socialcomunista impotente ad organizzare sviluppo, clamorosamente oppressivo, esplicitamente materialista e mortificante, convertitosi al capitalismo illuminista con maschera liberaldemocratica formalista.

Il terzo modello perdente è quello multiculturalista, derivante dal liberalismo, indifferente alla gerarchia dei valori e quindi ipocriticamente tollerante.

L’ipocrisia di quest’ultimo modello è particolarmente evidente nella sua effettiva intolleranza e discriminazione nei confronti della religione e della cultura cristiana. Il suo fallimento è riscontrabile nella incapacità di realizzare l’armonia sociale.

E’ dunque evidente che questi modelli di sviluppo fallimentari derivano tutti dall’illuminismo che i Papi diagnosticarono fin dal suo sorgere come irrealista e antiumano.

Don Ennio Innocenti

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