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Gesù parla spesso dell’inferno, ma non nel senso oggi adottato comunemente nei media, cioè nel senso di una situazione storica esageratamente dolorosa.

Gesù si riferisce alla colpevole esclusione dell’essere libero e capace di comunione con l’Infinito fonte di ogni bene; un essere responsabile di convertire il dono divino dell’esistere in una voragine di inesauribile privazione di bene. Gesù dice che tale essere escluso da ogni bene esiste davvero, dice che non è solo e che il rischio di divenire come lui incombe su ogni essere libero.

Negli scritti apostolici si insegna altresì che fra gli uomini ci sono non pochi che servono l’odio abissale di questi esseri infernali e noi sappiamo dalla storia, anche recente, che non solo costoro tributano un culto di schiavitù a questa realtà infernale, ma perfino la proiettano nell’unico infinito Dio, presentandolo come scisso e, anzi, presentando lui stesso essendo infinito male. Nella letteratura moderna è stata celebrata questa realtà anti divina come superiore sapienza e alcuni esponenti di questo orrendo magistero sono famosi anche tra i contemporanei.

Tuttavia anche persone comuni sono venute a sicura conoscenza di questa perversione spirituale almeno attraverso i Tribunali che hanno dovuto condannare penalmente alcuni frutti sociali emersi nella nostra Patria, che molti vorrebbero estranea a Gesù Cristo, Unico Perfetto Rivelatore della benevolenza divina.

Don Ennio Innocenti

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