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L’antropologia platonica non appare soddisfacente per l’antropologia cristiana perché non riesce ad armonizzare adeguatamente la forza spirituale con le energie della sfera sensibile; tuttavia il così detto mito dell’auriga che ha il controllo dei due destrieri è ben utilizzabile dall’educatore cristiano.

L’auriga rappresenta il potere spirituale (coscienza libera) mentre i cavalli guidati dall’auriga rappresentano le emozioni sensibili spontaneamente reattive agli stimoli.

L’educatore cristiano sa che dagli inizi della storia terrestre l’uomo deve esercitare una guida vigilante sulla sua sensibilità, perché questa (dopo il trauma subito dai progenitori) non è più spontaneamente armonica con le priorità finalistiche della coscienza libera.

Naturalmente questa guida vigilante è ottenuta con l’educazione, la quale sperimenta con la pratica il beneficio del graduale controllo. Infatti l’intera sfera della sensibilità serve la gioia di vivere alla sola condizione di mantenersi reattiva senza eccessi. Così il gusto del cibo non misurato risulta non più attrattivo o perfino disgustoso. Anche il gusto erotico può diventare un’ebbrezza rigenerante, ma se non misurato può deprimere la forza direzionale della coscienza libera o indurre a una svalutazione della complessa attrattiva dello stesso gusto erotico.

Questa educazione ha bisogno d’un allenamento sperimentale con l’istruzione della coscienza libera e col soave segreto suggerimento della grazia divina, che sempre fiorisce nella coscienza mantenuta aperta al bene.

Don Ennio Innocenti

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