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Durante gli ultimi cinque anni hanno cominciato a prender piede in Italia dei movimenti protestatari (fuori dal quadro oligarchico partitocratico) che hanno scoperto il reciproco desiderio di cambiare il sistema vigente usuraio che impedisce il lavoro e, perciò, la collaborazione civile: il Movimento 5 stelle e il Movimento Lega.

Ottenuta la maggioranza parlamentare, questa nuova dirigenza laica del popolo italiano si è messa in dialogo per bloccare la frana in corso e incoraggiare le residue risorse della popolazione, “gregge senza pastore”.

Com’è noto l’oligarchia mondialista usuraia, denunciata pubblicamente più volte dai Papi, ha scatenato dal 2008 un tragico crollo della fiducia nei rapporti economici, la cui ultima onda ha prodotto perfino migliaia di suicidi (molti anche in Italia).

Tra il 2008 e il 2009 i popoli europei, sottoposti a pesanti sacrifici a favore dei banchieri responsabili delle varie crisi, pur essendo drenati dalle monete forti, hanno tentato di rivitalizzare il loro mercato, ma l’Italia, afflitta da malattie proprie, tra le quali quella del crollo demografico e la fuga della gioventù dalla Patria e dalle responsabilità civiche, fino alla crescente sfiducia nelle votazioni democratiche, era restata in coda alla predetta rivitalizzazione.

Tuttavia, nei cinque anni seguenti al 2013 (in coincidenza col pontificato di Papa Francesco, mostratosi quasi alieno (non dalle genti ma) dagli “affari italiani”, anche l’economia italiana (pur nel degrado dell’ordine civile) aveva dato segni di costante (benché timida e fragile) ripresa ed incremento (purtroppo limitato al Nord).

Ed ecco, nel 2018, il tentativo d’una intesa operativa.

Chi vivrà vedrà, ma la speranza accesa non potrà essere spenta.

Don Ennio Innocenti

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