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Con l’avanzata dell’eresia protestante e delle sue derivazioni, sostenute dal predominio statunitense, i Paesi che si qualificano cristiani sono progressivamente spariti, anche se sussistono resti dei popoli cristiani sia in America che in Europa. Questa sparizione non è al presente totale, in quanto nella regione iberoamericana spicca la professione di fede del Perù, mentre nella regione slava spicca la professione di fede cattolica della Polonia.

Sottolineo che questa professione è ufficiale, con documenti pubblici dei rispettivi Capi di Stato, concordanti sostanzialmente nel riconoscere il riferimento supremo del loro Paese in Gesù Cristo, supremo legislatore e Giudice.

Questo riconoscimento è l’esatto capovolgimento del principio fondativo del laicismo “superiorem non recognoscens”, equivalente alla sovranità soggettiva che la fede cattolica giudica empia.

Questo principio laicista è stato imposto ai popoli grazie al grimaldello di elezioni, spesso manipolate da oligarchie elitarie con metodi ampiamente criticati, e, soprattutto, grazie alla diffusione di una cultura idolatrica basata sul materialismo, che traspare dalla tecnocrazia e dal consumismo, con quest’ultimo che è la nuova veste della strategia “panem et circenses”.

Don Ennio Innocenti

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