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Tutti hanno sotto gli occhi la costante bellicosità islamica, prima con il ventaglio diffuso di fazioni, ora con il confronto di Stati ben presenti nel consesso internazionale, l’Iran e l’Arabia Saudita, ambedue sulla soglia di una guerra chiaramente preparata e sostenuta da potenze esterne.

L’Iran è l’erede culturale della Persia, culla di antichissima gnosi, incardinata sul doppio principio dei contrari.

L’Arabia Saudita è l’erede culturale di popolazioni pagane non adeguatamente romanizzate e assai parzialmente e imperfettamente evangelizzate.

Infatti sia l’Iran che l’Arabia incontrarono un cristianesimo “plurale”, infiltrato da eresie che portavano alla guerra, e nello stesso tempo un giudaismo non ortodosso e infiltrato della gnosi cabalista.

L’influenza gnostica si rivelò nella cultura islamica con i grandi autori medievali che, sulla base di un aristotelismo e di un platonismo viziati, scivolarono nel panteismo: le loro scuole non salvavano più la trascendenza, dando il via a laceranti e contrapposte correnti, quella sciita che fa capo all’Iran e quella sunnita che fa capo all’Arabia Saudita.

In ambedue i campi è, sì, iniziata una minima secolarizzazione di costumi, ma l’accostamento alla modernità si manifesta spesso con sintonie hegeliane e marxiane che mostrano parentela, tramite la dialettica dei contrari, con l’antica gnosi che compromette la trascendenza.

In tale contesto hanno avuto buon gioco gli Stati Uniti, prima incitando l’Iran contro il secolarizzante Saddam Hussein e ora fornendo miliardi di dollari in armamenti all’Arabia Saudita perchè affermi il suo predominio sull’Iran.

Don Ennio Innocenti

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