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Durante la campagna elettorale, spuntata, alla fine da Trump, comparve, oscillante, un fenomeno nuovo: Sanders, un ebreo che si presentava come socialista.

Egli era portatore di una coscienza di classe ben motivata, che appariva come l’onda finale dei giovani contestatori del ’68. Ora egli gode in USA della simpatia di molta gente che è infatti consapevole:

1)     dell’ingiustizia dei rapporti sociali

2)     dei perduranti danni della giustizia del potere

3)     della contraddittorietà della politica

4)     del tentato imbonimento informatico

5)     della disumanità del sistema (clamoroso con Trump).

Mentre Sanders potrebbe lavorare efficacemente sui primi tre punti, sono le classi alte (anche politiche e giudiziarie) ad essere già insorte sugli ultimi 2 punti.

L’autosqualifica della classe politica è crescente, l’inaffidabilità della sua condotta diplomatica è inquietante per tutti con l’esaltazione dei rapporti bilaterali, le spese militari (sebbene attingano a pozzi senza fondo) sono assolutamente irrazionali.

Da tanto tempo si assiste, nel gran teatro del mondo “guardato” dagli USA, a numerosi colpi di stato. Quale collaborazione internazionale con gli USA appare credibile?

Dipende da Sanders la decisione di portare a vibrazioni alte la funzione dialettica fra destra e sinistra e a novembre vedremo forse delle novità.

Don Ennio Innocenti

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