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Non raramente dei buoni cristiani di mezza età mi chiedono timidamente cosa io pensi della condizione generale della Chiesa in questo momento, che essi percepiscono come drammatico. Anzitutto io faccio capire che condivido la loro percezione, che del resto fu clamorosamente diffusa da Papa Ratzinger. Poi attenuo questa percezione drammatica ricordando loro che la Chiesa ha duemila anni e ha attraversato vari secoli drammatici, cominciando dal primo secolo, con l’evidente crisi dei prelati documentata dal libro dell’Apocalisse.

Infine, a questi buoni cristiani io ricordo che la Chiesa è… una cosa grande, più grande di quanti essi immaginano, ben oltre l’Italia, ben oltre l’Europa, ben oltre le migliaia e migliaia di strutture ospedaliere in Africa e Asia, ben oltre le migliaia e migliaia di strutture scolastiche in America e Australia…  E’ perciò molto difficile per i nemici della Chiesa (siano essi esterni o interni) affossare questa immensa realtà ormai diffusa in tutto il mondo con risorse inesauribili, che fioriscono dal basso, dal laicato credente che dimostra costantemente di resistere anche alla persecuzione violenta.

Aggiungo anche che non bisogna lasciarsi imprigionare dai nostri anni, che sono troppo brevi. Se i grandi Stati fanno progetti per i prossimi trenta anni, la Chiesa guarda abitualmente alle generazioni future. E così vediamo che il più importante Arcivescovo statunitense scrive a Papa chiedendo, evidentemente sfiduciato da ciò che vede intorno a lui, di rinviare il Sinodo sui giovani, ma il Papa sa che lui deve seminare per il futuro e il Sinodo è aperto per il futuro al di là delle vedute strette degli Arcivescovi statunitensi, i quali non hanno ancora capito i moniti che i Papi romani rivolgevano già più di cento anni or sono.

Don Ennio Innocenti

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