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I Papi del secolo XI, consolidata la loro autonomia, organizzarono la liberazione del meridione italico dal dominio islamico, affidando la guida dell’impresa a un gruppo di guerrieri normanni, che la conclusero vittoriosamente in trent’anni provvedendo anche ad una nuova evangelizzazione e alla rifioritura della regione.

Nel secolo seguente i Papi si sentirono minacciati dalla discesa dell’Imperatore Barbarossa che voleva fare dell’Italia una sua colonia ed organizzarono la difesa chiamando ad Anagni i rappresentanti dei Comuni del Nord e i rappresentanti dei nuovi Principi del Sud, i quali giurarono davanti a lui di aiutarsi per espellere l’imperatore “tedesco” dall’Italia. Il 29 maggio 1176 il formidabile esercito tedesco veniva sconfitto da quello comunale in campo, a Legnano.

Dieci anni dopo gli Islamici presero la Palestina e i Papi obbligarono il Barbarossa ad organizzare la riconquista.

Nel viaggio verso la Palestina l’Imperatore morì e il successore, Enrico VI riuscì, superando l’opposizione papale, a sposare l’ultima erede dei Principi normanni del Sud. La principessa, mentre in avanzata gravidanza si dirigeva verso lo sposo, morì partorendo l’erede in territorio pontificio, governato a quel tempo dal grande Innocenzo III. Questo figlio, il futuro Federico II, fu dunque sotto tutela del Pontefice, mentre anche suo padre, l’imperatore Enrico, moriva.

Raggiunto il principato, Federico II, violando i patti stretti con il Papa, avrebbe voluto unire l’Italia all’Impero, ma trovò di nuovo i Comuni italiani schierati contro di lui. Scese in Puglia per rovesciare contro i Comuni una formidabile schiera di islamici a lui fedele, ma vi trovò invece la morte.

I Comuni ebbero, così, la loro grande primavera.

Don Ennio Innocenti

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