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La Chiesa ha sempre avuto la gioia di allevare i giovani alla santità, da Tarcisio di Roma al ragazzo del Pakistan che nei nostri anni è stato ucciso per avere riscattato i suoi coetanei asserviti; dai giovani principi Stanislao Koska e Luigi Gonzaga ai seminaristi inermi uccisi dai comunisti, da giovani come Giuseppe Toniolo (maturatosi   come apostolo fra i giovani, come padre di sette figli e come docente di dottrina sociale) a Giosuè Borsi che si stacca dalla mondanità per diventare bandiera eroica all’intera gioventù nazionale; da Egidio Bullesi che dal suo banco di tecnico di marina si eleva ad esempio di apostolato laicale fino a Luigi Calabresi modello come apostolo, come padre di famiglia e come professionista di Polizia, che diventa luminoso martire per l’odio fanatico di rivoluzionari atei.

Fra le ragazze, inoltre, abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta fra le Italiane, da Maria Goretti alle giovani mamme che si immolano per la vita germinata nel loro seno. I giovani santi non mancheranno mai alla Chiesa perché Gesù stesso li sceglie, li custodisce, li matura e, quando vuole, li impone all’attenzione della Chiesa ad incoraggiamento per gli altri.

Don Ennio Innocenti

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