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Sento nel 2018 giovani politici proclamare di inaugurare una nuova era d’indipendenza e non posso fare a meno di ricordare che nel 1968 i giovani proclamavano l’immaginazione al potere.

I nostri giovani non si accorgevano che, finito il sogno del miracolo italiano dell’oscar della lira, si andava verso le bombe e gli “anni di piombo”.

I giovani americani non si accorgevano che, finito il sogno della patria della libertà, la discriminazione razziale andava verso la violenza dei ghetti.

I giovani tedeschi non si accorgevano che la grande politica dei blocchi sovrastava le rivendicazioni sociali e i giovani francesi non si accorsero della fine della “grandezza” finché De Gaulle arrivò a dire “la ricreazione è finita”.

Più tardi l’alfiere del ‘68 francese riconobbe “Noi siamo stati allora prigionieri della mitologia”, e anche l’alfiere italiano della “lotta continua” riconobbe “era come se fossimo posseduti”.

Quando Mussolini dichiarò la guerra facendo sogni imperiali, mio nonno (che pur era fascista) mi ammonì: “Bimbo mio tu non sai cosa sono la Francia e l’Inghilterra”.

E oggi che non sono più bambino, vorrei dire ai giovani che sognano l’indipendenza: “Cari ragazzi, ma voi sapete che il globo è sotto padrone?”.

Comunque, andiamo al “fronte”, dato che il Papa concede ai giovani il diritto di sognare.

Don Ennio Innocenti

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