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Queste due realtà istituzionali hanno un numero equivalente di “cittadini”, ma quelli della Cina sono ristretti in una determinata regione asiatica, mentre quelli della Chiesa sono diffusi in tutti i continenti del globo.

In Cina il governo è gestito interamente dal Partito (laicista ed economicista), composto da novanta milioni di membri.

A novanta milioni si dice che assommino in Cina complessivamente i cristiani, mentre i cattolici sarebbero, al più, un terzo di quella somma complessiva.

I cristiani, generalmente, hanno ereditato dal loro Fondatore la distinzione fra Dio e Cesare, Chiesa e Stato, Religione e Politica, distinzione che è la matrice dell’autonomia del laicato e che permette la convivenza concordata fra Chiesa e Stato.

Inoltre i cristiani, generalmente, hanno ereditato la convinzione del valore delle realtà materiali, della funzionalità morale della realtà economica, del valore del lavoro e della solidarietà tra tutti i partecipanti al lavoro, convinzione che è la matrice della razionalità del progresso economico e civile e che permette il coordinamento dell’impegno lavorativo.

Queste basi potrebbero permettere una crescente intesa fra Chiesa Cattolica e Repubblica Cinese, nella moderazione delle ideologie e nel contributo reciproco alla pace fra le Nazioni.

La Chiesa ha una lunga esperienza di persecuzioni e anche la Cina ha memoria di amare sopraffazioni, sicché è auspicabile che ambedue facciano tesoro dell’esperienza per crescere nella pacifica e costruttiva intesa.

Don Ennio Innocenti

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