logo-fraternitas-small

Il dominio culturale dell’illuminismo progredito nel periodo post-napoleonoico, inquadrato nell’economia industriale borghese, maturò una cultura materialistica e positivistica, mediata dal post-kantismo, vantata soprattutto dai politicanti socialisti. Ma in Italia, alla fine dell’Ottocento, l’eredità post-kantiana fu sottoposta a una revisione dell’hegelismo soprattutto per opera di Croce e Gentile, che confutarono il marxismo ed esercitarono con il loro nuovo idealismo una loro egemonia culturale antipositivista, che si estese anche alla classe degli insegnanti e, per mezzo del fascista Gentile, perfino alla generalità degli studenti.

Anzi, anche il fondatore del partito comunista italiano, Gramsci, ripensò il marxismo sotto l’influsso gentiliano, tanto che dette la massima importanza alla cultura invece che alla produzione economica. E questo mutamento fu probabilmente una delle ragioni per cui la classe intellettuale italiana, caduto Gentile con il fascismo, passò facilmente dal predominio dell’idealismo gentiliano a quello del predominio post-gramsciano.

Tuttavia mettendo al primo posto la cultura, è accaduto che, dominando pur sempre l’immanentismo della cultura illuminista, non si è potuto evitare la progressione della crisi della mentalità immanentista orientata al nichilismo.

In questo quadro di crisi generale della cultura, avrebbe potuto riemergere l’essenziale della cultura cristiana soggiacente nel popolo, ma purtroppo si ha l’impressione che i ministri della Chiesa non sono affatto consapevoli della alternativa che essi potrebbero rappresentare.

Don Ennio Innocenti

Spiacente, I commenti sono chiusi al momento

© 2011 Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis Suffusion theme by Sayontan Sinha