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Abbiamo avuto più di 260 Papi e ognuno ha portato un piccolo contributo ai millenni della fermentazione apostolica; lo stesso hanno fatto gli ultimi tre Papi.

Papa Wojtyla ha contribuito a fermare il principale persecutore del suo tempo e, scuotendo la timidezza dei credenti, l’ha rilanciati per le vie della faticosa riconquista.

Papa Ratzinger ha contribuito a fermare la principale sovversione interna del suo tempo e, avvertendo della necessità d’una nuova energia, ha iniziato la cura del corpo ecclesiale.

Papa Bergoglio porta il suo contributo al dialogo interreligioso mondiale, alla costruzione di ponti fra i popoli e all’adattamento delle risorse ecclesiali ai bisogni emergenti.

Tutti e tre questi Papi hanno avuto limitazioni di salute, di potentati estranei e anche d’incrinature interne.

In particolare l’ultimo Papa ha ingaggiato un duro confronto con una forma speciale di corruzione, che resiste perché derivante da una carenza spirituale sanabile solo con i lenti rimedi della responsabile libertà.

I prossimi Papi dovranno inventare nuove forme di unità apostolica da testimoniare al mondo ormai globale, nuove forme di rilancio apostolico laicale, nuove connessioni con mondi da evangelizzare utilizzando il loro nascosto seme del Verbo.

Compiti sovrumani a cui nessuno sarà proporzionato (com’è successo per i Papi precedenti), ma la grazia divina si fa strada tra la debolezza perché la redenzione aspetta la corredenzione.

Don Ennio Innocenti

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