logo-fraternitas-small

L’attuale gravissima crisi ecclesiale è responsabilmente diagnosticata come crisi di fede. Questa ha varie cause, ma una di queste cause è l’inquinamento teologico che condiziona una cattiva predicazione, una cattiva catechesi e una cattiva direzione spirituale delle coscienze. Pertanto per superare la crisi di fede bisogna anche risanare l’inquinamento teologico.

Infatti, a partire dal frequente spadroneggiamento dei teologi tra i Padri del Concilio Vaticano II, abbiamo assistito all’occupazione di tutte le cattedre di teologia da parte d’intellettuali cedevoli al soggettivismo trascendentalistico.

I Papi hanno cercato di rettificare l’andazzo con delle encicliche ma senza successo.

Papa Bergoglio ha battuto un altro sentiero: prima ha rivendicato il primato della prassi sulla astrattezza dottrinale, poi ha sbeffeggiato il “matrimonio teologico”, infine ha programmato che i teologi non siano invadenti. Ecco le sue parole: “I teologi facciano il loro lavoro, ma noi non aspettiamo che si mettano d’accordo. Anzi mettiamoli tutti a discutere su un’isola deserta“. Questo indirizzo deprime effettivamente l’importanza che i teologi si erano arrogati, ma non basta certo a risanare la teologia.

Questa dimensione culturale della vita ecclesiale ha bisogno anche d’una terapia culturale, ha bisogno che la cultura ecclesiastica riconosca l’errore del soggettivismo trascendentalistico, nato e cresciuto fuori della Chiesa Romana e poi in essa trapiantato.

Don Ennio Innocenti

Spiacente, I commenti sono chiusi al momento

© 2011 Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis Suffusion theme by Sayontan Sinha