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Si avvicina la data per le elezioni europee: ce ne sono voluti di secoli perché dall’Europa unificata da Augusto si passasse a quella di Carlo Magno e poi a quella di Innocenzo III. E questa di oggi, che Europa è?

E’ quella illusa d’aver trovato l’equilibrio dopo la pace di Westfalia, quella illusa d’aver ritrovato l’equilibrio dopo la pace di Vienna , poi dopo quella di Versailles e infine quella illusa d’aver iniziato un’era di fraterna cooperazione dopo i Trattati di Roma del 1957. Oggi l’Europa è disillusa per la sperata solidarietà interna, per la sfiducia demografica delle proprie popolazioni, soprattutto perché dopo aver voltato le spalle a Gesù Cristo non sa più dove andare, che direzione prendere, quale sia il suo vero traguardo ideale.

Sa di essere stata oggetto e strumento della politica egemonica americana, si preoccupa delle nuove intenzioni russe, si vede comprata dai cinesi e perfino dagli Arabi.

L’Europa che andiamo ad eleggere è dimentica delle sue radici cristiane, dimentica della missione che i Papi le avevano affidato di evangelizzare l’Africa, inconsapevole delle conseguenze che avrà il divario tra ricchi e poveri al suo interno, priva d’ una base per fondare l’autorità delle sue leggi, soggetta ai leader degli Stati oligarchici che la compongono.

Ci fermiamo a leggere i nomi dei candidati che ci chiedono il voto, nomi che per lo più non ci dicono niente, niente più che ripetere illuminismo, liberalismo, mercatismo.

Don Ennio Innocenti

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