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Nel 1951 finivo la seconda liceo e alla notizia dell’istituzione della “Piccola Europa”, la CECA, mi entusiasmai avendo sotto gli occhi il monito d’un Papa salvatore dell’Europa del ‘600, monito che legava la salvezza dell’Europa all’unione dei suoi popoli.

Nel 1957 ero appena diventato sacerdote e di nuovo mi entusiasmai alla notizia della firma dei Trattati che istituivano il Mercato Comune Europeo, avendo sotto gli occhi i discorsi degli Statisti che esaltavano Roma come patria comune e l’augurio del Papa Pio XII che auspicava più alte mete civili all’Unione Europea.

Oggi che sono vecchio non vedo più motivi d’entusiasmo, dopo che i rappresentanti legali dei popoli europei hanno esiliato Dio, incoraggiato l’aborto, respinto i fuggiaschi perseguitati, frantumato la solidarietà, subita la dipendenza dei poteri mondiali egemoni.

Perfino gli ultimi Papi si sono espressi in toni pessimisti constatando che i rappresentanti degli Stati europei erigono muri verso l’esterno mentre si abbassano i livelli demografici al loro interno.

Il pessimismo maggiore viene osservando che le chiese costruite dalla fede dei popoli sono ora vuote e spesso vendute per motivi amministrativi.

Intanto non passa settimana senza che emerga qualche tradimento sacerdotale.

Don Ennio Innocenti

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