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Le prossime elezioni europee non cambieranno le strutture che già conosciamo. I pochi che vogliono l’Europa federale a somiglianza degli Stati federali americani si rassegnino. La storia ha un peso. Gli Stati americani fin dalla loro nascita erano stati plurietnici; i nostri Stati europei hanno una storia quasi millenaria con fisionomie inconfondibili. Anche quelli che vorrebbero un’Europa confederale, con più marcato rilievo degli Stati, devono ricordarsi che, specialmente dopo la rivoluzione francese e per tutto il periodo romantico, lo Stato Nazione è ormai un distintivo dell’Europa: perciò bisogna limitarsi a strutture di coordinamento tra liberi Stati. Questi, poi, devono fare i conti coi popoli, perché ciò che è imposto è mal digerito e attualmente tutti sanno che il Parlamento Europeo è quasi una finzione.

Una vera unità europea avrebbe potuto avere la sua bandiera nel nome di Dio e del diritto naturale. Purtroppo i Francesi non vollero il riferimento a Dio e gli Stati che pur avevano nelle costituzioni un riferimento al diritto naturale l’hanno poi interpretato in senso storicistico e sociologistico.

Resta da far valere una cultura comune fra gli Europei, ma questo è possibile senza riferirsi alla comune storia cristiana?

Quelli che pretendono far valere la nascita dell’Europa con l’illuminismo, non si rendono conto che l’illuminismo è finito, come anche il liberalismo. Il progetto Europa sussiste, ma le sue ragioni sono ancora quelle del “mercato”? Occorrono ragioni e anche che siano condivise senza pregiudiziali esclusioni.

Don Ennio Innocenti

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