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Dal Cinquecento al Settecento l’elite europea considerava essenziale il viaggio culturale in Italia, non solo per ammirarne tutte le arti, non solo per profittarne del clima salutare, ma anche per ricevere stimoli dalla scienza e dal modo di vivere italiano.

Forse nell’Ottocento rivoluzionario e bellicista ci fu una pausa in questi viaggi, ma l’osmosi riprese nel primo Novecento, quando pittori e musicisti italiani ebbero la fama di essere una entusiasmante  avanguardia. E come dimenticare il Nobel a Fermi? Anche la scienza italiana era ai primi posti.

Poi c’è stata la guerra e l’Italia è divenuta la cenerentola in Europa.

A parte gli alimentari doc, la moda di lusso, qualche cantante, qualche azienda primatista in settori tecnologici, l’Italia è scaduta in quasi tutto, anche sul piano turistico; al contrario vi è aumentata la disoccupazione, la povertà e la negatività demografica.

Quante volte, quando prego per la Patria, domando a Dio che sappia ispirarci una rinascita spirituale, cominciando dai sacerdoti e dalle famiglie, dalle scuole e dalle attività sportive, facendoci infondere entusiasmo per la nostra miracolosa storia e rinascere la fiducia nella Provvidenza, nella nostra perenne missione cristiana e nella nostra volontà di lavoro!

Siamo al centro del Mediterraneo, abbiamo vincoli antichi con la Russia, con la Cina, con l’Africa; come mai siamo tanto avviliti, privi di slancio per un serio miglioramento?

Don Ennio Innocenti

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