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I Continenti erano chiusi in se stessi prima che l’Europa li aprisse al proprio influsso. Cominciò Roma che aprì all’Europa l’intero Nord Africa, seguita poi dal Portogallo e dall’Olanda che aprirono l’Africa del Centro e del Sud. Seguì la Roma cristiana del Medioevo che si allacciò prima con l’India, poi con la Cina e il Giappone. Al seguito di Colombo si ebbero poi le tre colonizzazioni del Continente americano, prima quella spagnola, poi quella francese e infine quella inglese; dagli Inglesi fu raggiunta perfino l’Australia.

A questa apertura dei Continenti all’Europa seguì anche la penetrazione  dello spirito europeo? Finché l’Europa fu cristiana certamente. Però, man mano che le Nazioni europee perdevano lo spirito cristiano, anche l’evangelizzazione dei Continenti si illanguidì e subentrò d’uno spirito meno unitario nella morale, nel diritto e nella cultura generale, sicché i Continenti continuarono ad accogliere europei, ma sempre meno Europa.

Anzi cominciò dai vari Continenti all’Europa un influsso inverso che modificò negativamente la fisionomia spirituale dell’Europa: ne è un esempio l’influsso orientalista.

Adesso siamo giunti al colmo dell’inversione con l’America che era europea quando era cristiana, mentre ora è l’Europa che appare americana, avendo perduto essa stessa lo spirito cristiano e avendo recepito idoli americani, come l’ossessione del danaro o del carrierismo, sicché viene voglia di dire a certi europei “Tu vuoi far l’americano!”.

Don Ennio Innocenti

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