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Sostituire un braccio o una gamba è un sussidio, ma modificare il patrimonio genetico è cambiare l’uomo per ottenere l’animale che si vuole utilizzare.

Si progetta il robot soldato, il treno senza conduttore, l’aereo senza pilota e il robot chirurgico, ma questo è ancora poco: si mira a ottenere proprio uomini diversi da noi e, se ben trattati, perfino immortali, sicché non ci sia neppure più bisogno di generarne altri né per via sessuale né per via artificiale.

Così il transumanesimo è ben più che un superumanesimo, è un passaggio all’oltre uomo.

Io mi contento dell’umanesimo e accetto che l’entropia del divenire mi educhi a passare, sì, ad altra vita, ma quella mostrata da Gesù con la sua resurrezione, anticipo d’una trasformazione cosmica in cui la materia avrà ben altre leggi che le nostre. Che volete? M’hanno insegnato che il mondo non è fatto a caso, ma rispecchia un ordine che fa la spia dell’amore del Creatore, che non ama per distruggere ciò che ha creato con amore, ma per portarlo alla massima somiglianza con se stesso in collaborazione riconoscente delle creature, capaci anch’esse d’amare, come sono anch’io, appunto.

Questo insegnamento m’è parso bellissimo e preferibile a quello dei tecnocrati contemporanei i quali moriranno prima che i loro sogni transumani eliminino la necessità di generare e quindi di amare.

Don Ennio Innocenti

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