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Spesso alla radio o alla televisione si parla di Messa in ambiente protestante, ma questo è linguaggio del tutto improprio. Anzi i Luterani mostrarono nei riguardi della Messa, fin dall’inizio della loro separazione dalla Chiesa Cattolica, una avversione, che aumentò con i Calvinisti.

I Protestanti dissero di volere, sì, l’Eucarestia, che loro chiamarono Cena, ma senza i riti cattolici: la volevano soltanto per ricordare l’ultima cena pasquale di Gesù.

La confusione di linguaggio tra Messa e Cena si aggravò, poi, soprattutto a causa degli Anglicani che, da principio erano solo scismatici, ma successivamente abbracciarono il Calvinismo; tuttavia alcuni Anglicani vollero mantenere le cerimonie liturgiche cattoliche, sicché sembrò che celebrassero la Messa; questa, però, era solo un’apparenza per due motivi: anzitutto perché spesso non avevano più sacerdoti consacrati da Vescovi in successione apostolica; poi perché non avevano più la fede nella trasformazione eucaristica.

In genere i Protestanti ritengono che con le preghiere della celebrazione della Cena si faccia presente Gesù, ma escludono che si verifichi una trasformazione del pane e del vino (da noi Cattolici latini chiamata transustanziazione).

Noi Cattolici, invece, riteniamo che il rito comandato da Gesù possa essere celebrato soltanto da un ministro in successione apostolica e crediamo che esso comporti un mutamento sostanziale del pane e del vino: in essi Gesù si fa presente in modo sostanziale, anche se non fisico, non tale da occupare un luogo come qualunque corpo fisico; il pane e il vino consacrati hanno cambiato la loro identità, nonostante le loro apparenze; Gesù è presente in modo reale, anche se non toccabile, ma veramente offrentesi senza riserve.

Questa noi Latini chiamiamo Messa perché da questo dono viene la “missione” di portare Gesù nel mondo.

Don Ennio Innocenti

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