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La celebrazione eucaristica latina, centrata sul “canone” o “anafora”, è tutta visibile, invece quella orientale, completamente cantata, è riservata, sottratta alla vista.

La celebrazione latina invoca lo Spirito Santo sia prima sia dopo la formula consacratoria usata da Gesù, mentre quella orientale sottolinea l’importanza dell’invocazione allo Spirito Santo più della stessa formula usata da Gesù.

Considerando l’insieme dei due riti, il significato è lo stesso, tanto che noi Cattolici latini, se ci troviamo tra gli Orientali, possiamo accedere all’Eucarestia da loro celebrata.

Tutti e due i riti professano la fede che la celebrazione eucaristica opera un mutamento nel pane e nel vino che diventano, al di là delle apparenze, Gesù, tramite i ministri in successione apostolica, e che coloro che accedono a questi elementi trasformati si trasformano anch’essi nella Chiesa Corpo in missione apostolica.

Tra noi Latini il rito ha pochissime variazioni, mentre tra gli Orientali si verificano, fin dall’antichità, variazioni più accentuate, mantenendo tuttavia il significato unitario: Gesù si rende presente con la sua divina potenza santificatrice affinché chi a lui si offre e si affida impari gradualmente (si nutra) a vivere come Gesù, in unione con Lui in ogni sua attività.

Don Ennio Innocenti

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