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Leggo su un quotidiano che un consigliere russo Dughin, venendo talvolta in Italia, s’incontra spesso con cittadini del vertice leghista.

Mi rivolgo fraternamente a costoro: si tratta d’un intellettuale che ha una concezione ciclica della storia, ricalcante la teoria gnostica dell’eterno ritorno, di marca immanentista, senz’altro anticristiana.

Il mio avviso non implica nessun coinvolgimento di Putin, che fa aperta professione di fede cristiana ed è l’unico statista al mondo che ancora difende il diritto naturale rivendicato dalla bimillenaria tradizione cristiana.

L’occasione mi suggerisce di ricordare che l’ultimo libro del Nuovo Testamento, l’Apocalisse, spiega la concezione cristiana della storia, già accennata da Gesù mentre si recava all’uliveto dopo la sua ultima cena, distinguendo la fine di Gerusalemme dalla fine della storia di questo mondo.

L’Apocalisse spiega il crescente dramma dei cristiani nella storia culminante in una coalizione mondiale anticristiana che sarà definitivamente sconfitta da un intervento divino, dopo il quale prospetta un cosmo nuovo, inimmaginabile, nel trionfo dell’amore divino per il mondo.

Don Ennio Innocenti

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