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I giornali ogni tanto sottolineano imminenti pericoli, come quello climatico o quello bellico o quello dell’alimentazione o quello della bolla monetaria.

Ma c’è un pericolo sicuramente più imminente per noi Europei ed è il crollo demografico, molto evidente in Italia, ma coinvolgente l’intero Continente.

Nessun Paese europeo ha un tasso di natalità che permette la sostituzione della popolazione: presto sarà difficile mantenere l’attuale livello delle pensioni perché la popolazione lavorativa è in rapida decrescita.

Anche presupponendo un 33% d’incremento nei tassi di fertilità oltre i livelli attuali, si prevede una diminuzione della popolazione europea nell’ordine dei trenta milioni verso la metà di questo secolo.

Ormai neppure se le nostre donne facessero almeno tre figli si potrebbe evitare l’imminente disastro, alla cui base c’è il galoppante egoismo e la smania per il successo. I rimedi sociologici suggeriti per rimediare al problema sono inadeguati.

Solo una grande ripresa spirituale potrebbe fare il miracolo di salvare la tradizione culturale europea, una ripresa spirituale motivata dalla fede nella Provvidenza, una fede riconoscente e desiderosa di collaborare con Gesù alla salvezza del mondo.

Don Ennio Innocenti

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