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Vollero morto Gesù, non capirono Chi davvero avessero davanti. E’ vero che Gesù aveva finalmente svelato il suo mistero, ma essi non lo presero sul serio, pensarono che fosse un millantatore, un bestemmiatore.

E’ vero che Gesù aveva dato prove, anche pubbliche, di essere accreditato da Dio, ma i suoi nemici non le vagliarono, a causa delle loro disordinate pressioni personali e politiche. Erano accecati. Per fare un paragone: quelli di “Lotta Continua” sapevano che Luigi Calabresi non era nella stanza della tragedia di Pinelli, ma – come Sofri confessò poi in Tribunale – erano accecati: Calabresi doveva morire.

Così Gesù era già da tempo che doveva morire; poi ci fu pure uno dei suoi discepoli a dire loro che non ci credeva e che lo vendeva, perciò che c’era più da aspettare? Bastava non turbare l’ordine pubblico! Per giunta Gesù non contestò il loro modo di procedere…  Anche San Paolo lo riconosce espressamente: se i Sinedriti avessero capito che Gesù era davvero Dio, si sarebbero fermati. Del resto anche Gesù in Croce lo dichiara: “Non sanno quel che fanno”. Ma non erano certo innocenti, il loro accecamento era colpevole, perciò dovevano essere puniti tutti coloro che non avevano proceduto rettamente portando Gesù alla croce, cominciando da Giuda, ma non solo lui, parecchi furono colpevoli. Se poi si pentirono, lo sa solo Dio.

Don Ennio Innocenti

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